Free Mind

Heather Parisi

Imagine

Posted 27 Luglio 2020

Voglio fare mie le parole di un commento sulla pagina FB dei miei fans:

Per quanto mi sforzi non riesco a capire il percorso di Lorella Cuccarini, come può essere arrivata a condividere questo pensiero? (quello di Marco Gervasoni del Il Giornale.it sulla legge sulla omotransfobia). Eppure ai gay deve molto l'hanno osannata, sono stati i suoi fans più fedeli. Lavora in un ambiente dove ce ne sono tantissimi, …. ha avuto partner lavorativi dichiaratamente gay .... non riesco proprio a capire …. forse è sempre stata omofoba e lo nascondeva.” (Lizzeri Massimina)

Perché la contrarietà al ddl Zan contro la omotransofobia te la puoi aspettare dai partiti di destra, dal mondo cattolico e da quel movimento del Family Day che vuole riportare indietro le lancette dell’orologio ai tempi dell’oscurantismo e dell’inquisizione.

Ma da un personaggio che con il mondo gay ha “flirtato”, “ha campato”, ci ha lavorato e ci lavora, e al quale deve una parte importante del proprio successo, proprio no.

Una volta, a 16 anni, sono tornata a Sacramento da San Francisco dove studiavo al San Francisco Ballet Company e dove frequentavo la comunità gay di Polk Street.

Una sera, con alcuni amici gay, uscivo da un locale e passeggiavo sull’argine dell’American River.    

Un gruppo di vecchi compagni di scuola si è avvicinato a noi e ha iniziato a insultare pesantemente i miei amici per la loro omosessualità urlando “Faggots” (froci) e a me “Dyke” (lesbica).

Mi sono girata e ho risposto: “And if I were?” (e se lo fossi?).

È stato in quel momento che senza nemmeno che riuscissi a rendermene conto sono stata scaraventata a terra da un pugno diretto al viso. Ho avuto lividi ovunque per giorni e un labbro spaccato.

In Italia nell’ultimo anno ci sono stati oltre 138 casi di omotransfobia. Ma quelli denunciati o di cui si è conoscenza, rappresentano solo una piccola parte di quelli che accadono nella realtà.

Il progetto Hate Crimes No More Italy, realizzato dal Centro Risorse LGBTQI+2 con il supporto del Comune di Bologna, ha sancito inequivocabilmente che gli episodi di reati e altri atti motivati da odio omobilesbotransfobico in Italia sono in aumento.   Secondo lo studio il 73% delle persone appartenenti alla comunità LGBTQi+2 ha subito violenza di matrice omotransfobica ma solo pochissimi hanno denunciato.

Sono venticinque anni che in Italia si discute di una legge contro l’omotransfobia. Il primo a proporla fu Nichi Vendola nel 1996.

Il report European LGBTI Survey 2020 dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali ha recentemente segnalato come in Italia manchi ancora una legge che punisca l’odio e la discriminazione verso le persone LGBTQI+2.

E la mappa Europe Rainbow dell’ILGA mette l’Italia al 34esimo posto su 49 paesi (e 23esimo su 27 membri UE)!!!

Ma niente. In Italia il problema viene negato per dirla come Marco Gervasoni:

“sul piano dell'aggressione ai gay, l’Italia registra cifre assai più basse che altri paesi, in cui le comunità islamiche sono ben diffuse. Questo lo tengano a mente le associazioni Lgbt, sempre in prima linea per l'accoglienza.”

Per i vescovi, per i partiti della destra per il movimento del Family Day il ddl Zan colpisce “l’espressione di una legittima opinione ….  e (crea) un clima intimidatorio nei confronti di chi ritiene che l’umanità sia divisa in maschi e femmine”.

Ed è qui che sta l’errore, continuare a pensare che la condizione umana debba essere necessariamente fatta di “divisioni” e “differenze”.

Sogno un mondo che includa invece di escludere.

Mi vengono in mente le parole di Imagine:

“Imagine all the people sharing all the world,

You may say I'm a dreamer

But I'm not the only one

I hope some day you'll join us

And the world will be as one” .

 

Ah, dimenticavo!

Gli stessi che criticano il ddl Zan sono anche quelli che definiscono il brano di John Lennon un “inno marxista all’omologazione mondialista” (copyright Susanna Ceccardi & Giorgia Meloni).

 

HPA

2 comments

francoone 27 Luglio 2020 12:03

Qualche giorno fa apprendo dell'imminente arrivo a La Maddalena, paese in cui vivo, di Mario Adinolfi, per presentare il suo ultimo libro. Credo che sappiate tutti chi sia, nel caso vi invito a fare una ricerca su internet e capirete meglio. Vi cito solo una delle sue tante celebri massime: "...In una società di troie e rottinculo l'unica ribellione è essere bigotti". Un uomo che non ritiene che i figli di coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di tutti gli altri bambini. Su facebook ho scatenato un tale putiferio, coinvolgendo anche il parroco che avrebbe dovuto ospitare l'evento nell'oratorio della Chiesa. Tanti miei concittadini hanno espresso il loro dissenso e disappunto che sia il Comune che aveva anche in programma dovuto presenziare che la Chiesa stessa si sono tutti tirati indietro rinnegando il loro consenso. Per farla breve alla fine il Sig. Adinolfi ha improvvisato una pseudo presentazione del libro in un bar, senza neanche chiedere l'autorizzazione a nessuno, con una manciata di persone per la maggior parte suoi amici arrivati con lui e quattro bigotti del posto. Una bella soddisfazione per me!

berenietzsche 03 Agosto 2020 13:55

Wer mit sich selbst in Frieden leben will, muss sich so akzeptieren, wie er ist.

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